Studi economici dell'OCSE: Italia 2021
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Statistiche di base dell’Italia, 2019 Nota di sintesi 1 Principali approfondimenti La crisi innescata dalla pandemia da COVID-19 ha colpito un’economia in declino La sequenza di ondate di COVID-19 ha imposto ampie restrizioni alla mobilità La pandemia ha inciso pesantemente sul contesto economico e sociale L’intervento pubblico ha attutito l’impatto della crisi sulle imprese e sulle famiglie, tuttavia le categorie vulnerabili ne hanno risentito pesantemente Raccomandazioni pregresse dell’OCSE per ridurre la povertà e le vulnerabilità Il sostegno si evolve con il progredire della ripresa La ripresa sarà graduale ma soggetta a rischi La crisi connessa al COVID-19 ha esacerbato alcune vulnerabilità macrofinanziarie I rischi di fallimento sono aumentati, tuttavia le banche sono meglio attrezzate per gestirli Rischi per la sostenibilità delle finanze pubbliche Raccomandazioni pregresse dell’OCSE per ridurre i rischi legati al tema della fiscalità nel medio termine Un pacchetto di riforme strutturali per una ripresa sostenuta, verde e inclusiva Il Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza: priorità agli investimenti e alle riforme strutturali Sostenere una maggiore efficacia della spesa in favore degli investimenti pubblici Raccomandazioni pregresse dell’OCSE in materia di politica di investimento pubblico Gli sforzi volti ad accrescere gli investimenti privati devono coinvolgere anche il settore dei servizi La transizione verde richiede impegni credibili e a lungo termine in relazione al prezzo del carbonio Raccomandazioni pregresse dell’OCSE in materia di cambiamenti climatici Per aumentare la produttività occorre superare gli ostacoli normativi e assicurare competenze digitali meglio concertate Per incrementare la produttività occorre favorire la digitalizzazione Raccomandazioni pregresse dell’OCSE sull’incremento della produttività, la concorrenza e i processi normativi Raccomandazioni pregresse dell’OCSE sulle riforme della giustizia civile e delle leggi fallimentari Incrementare l’occupazione, in particolare per le donne e i giovani Rendere più efficaci le opportunità di accesso all’apprendimento per gli adulti Raccomandazioni pregresse dell’OCSE per incrementare l’occupazione ed elevare le competenze Raccomandazioni pregresse dell’OCSE in materia di politica fiscale Principali conclusioni e raccomandazioni Riferimenti bibliografici 2. Rafforzare l’efficacia del settore pubblico italiano Per affrontare le sue sfide l’Italia necessita di un settore pubblico più efficace Riconsiderare i contributi che il settore pubblico apporta all’economia Riformare il processo di bilancio per riassegnare i finanziamenti a sostegno della crescita Rendere il sistema normativo più efficiente, più efficace e meno oneroso Migliorare le prestazioni del settore pubblico Un servizio pubblico snello in grado di conseguire risultati Rafforzare le procedure di appalto per una spesa più rapida e di migliore qualità Sfruttare il potenziale dell’era digitale per rendere più efficace il settore pubblico Sfruttare meglio il potenziale di coloro che, a livello di governo, erogano servizi pubblici e investimenti Il contributo del governo multilivello all’efficacia del settore pubblico Migliorare l’erogazione degli investimenti pubblici da parte dei governi subnazionali Garantire che le partecipate pubbliche forniscano beni e servizi pubblici in maniera efficace Raccomandazioni politiche Riferimenti bibliografici Tabelle Tabella 1. Le esportazioni e gli investimenti guidano la ripresa Tabella 1.1. Eventi poco probabili che potrebbero modificare profondamente le prospettive Tabella 1.2. Indicatori e proiezioni macroeconomici Tabella 1.3. Gli esborsi dei prestiti garantiti legati al COVID sono al di sotto dei massimali annunciati Tabella 1.4. Stanziamenti stimati per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Tabella 1.5. Un pacchetto di riforme strategiche per incrementare il reddito nel lungo termine Tabella 1.6. Impatto fiscale del pacchetto di riforme raccomandate Figure Figura 1. Una severa contrazione economica Figura 2. Il Governo ha risposto celermente alla crisi COVID-19 Figura 3. È necessaria una crescita più rapida per migliorare il rapporto debito/PIL Figura 4. Un maggiore capitale fisico e sociale è essenziale per aumentare la crescita Figura 5. I costi delle pensioni e del debito lasciano poco spazio alla spesa in favore della crescita e dell’inclusione Figura 1.1. La migliore diffusione della campagna vaccinale ha consentito il graduale allentamento delle restrizioni alle attività Figura 1.2. La contrazione economica è stata amplificata dall’elevata percentuale di settori fortemente vincolati Figura 1.3. L’impatto della pandemia da COVID-19 è stato diffuso, ma i più vulnerabili hanno sofferto maggiormente Figura 1.4. L’Italia ha puntato molto su schemi di lavoro a tempo ridotto e ha previsto prestiti generosi Figura 1.5. Esportazioni per principali destinazioni e principali beni Figura 1.6. La fiducia si è ripresa: gli investimenti dovrebbero guidare il rimbalzo Figura 1.7. La celere risposta del Governo è stata un’ancora di salvezza per l’accesso ai finanziamenti, considerati gli scarsi livelli di liquidità disponibile Figura 1.8. Le vulnerabilità permangono nel settore bancario Figura 1.9. Progressiva diminuzione dei crediti deteriorati e dei crediti non performanti Figura 1.10. I livelli di debito pubblico sono aumentati bruscamente e rimarranno elevati Figura 1.11. La spesa pensionistica, già elevata, è destinata ad aumentare – anche in presenza di riforme Figura 1.12. Gli italiani più anziani sono relativamente agiati rispetto alle controparti europee Figura 1.13. La riduzione del debito pubblico richiede ulteriori riforme strutturali Figura 1.14. Un reddito pro capite stagnante Figura 1.15. La lentezza degli investimenti e della produttività ha inciso pesantemente sulla crescita Figura 1.16. Gli investimenti dominano la spesa programmata Figura 1.17. L’utilizzo dei fondi d’investimento UE può essere migliorato Figura 1.18. Gli investimenti si sono ripresi lentamente dalla crisi finanziaria globale e registrano ritardi rispetto agli altri Paesi dell’OCSE Figura 1.19. Gli investimenti sono aumentati più rapidamente nei settori manifatturieri e dei beni legati a proprietà intellettuale Figura 1.20. Il livello di spesa in R&S è particolarmente scarso nelle pubbliche amministrazioni e negli istituti di istruzione superiore Figura 1.21. Le società non finanziarie: leva ridotta e vulnerabilità Figura 1.22. La generosità dell’ACE riduce la distorsione del debito Figura 1.23. Progressi nella riduzione delle emissioni di carbonio Figura 1.24. Trasporti, elettricità e riscaldamento domestico sono le principali fonti di emissioni di gas serra Figura 1.25. Il “carbon pricing” non è ancora ampiamente applicato e il livello di esposizione alle emissioni di particolato rimane elevata Figura 1.26. L’incertezza del contesto normativo e fiscale costituisce uno dei maggiori ostacoli alla realizzazione di investimenti verdi Figura 1.27. Una migliore progettazione delle normative favorirebbe il raggiungimento dei risultati Figura 1.28. La crescita della produttività italiana ha registrato ritardi rispetto agli altri Paesi dell’OCSE negli ultimi due decenni Figura 1.29. La produttività si è ripresa nel settore manifatturiero, ma rimane deficitaria nel settore dei servizi Figura 1.30. Percentuali di entrata e uscita delle imprese in ritardo rispetto ad altri Paesi Figura 1.31. La regolamentazione del mercato dei beni nel settore dei servizi italiani è in ritardo rispetto ad altre aree Figura 1.32. Restrizioni molto severe per i servizi professionali Figura 1.33. Accesso limitato alla banda larga ad alta velocità Figura 1.34. La fruizione dei servizi di e-government potrebbe essere ampliata Figura 1.35. I bassi tassi di recupero possono ostacolare la costituzione di imprese e aumentare i costi delle recessioni Figura 1.36. Il sistema giudiziario italiano non in pratica riduce l’efficacia del suo normativo sui diritti di proprietà intellettuale Figura 1.37. La percezione della corruzione è ancora elevata rispetto ad altri Paesi dell’OCSE Figura 1.38. L’Italia ha contrastato efficacemente il riciclaggio di denaro Figura 1.39. L’accesso al mondo del lavoro è profondamente disomogeneo e la disoccupazione è persistente Figura 1.40. Per i lavoratori che beneficiano delle recenti riforme italiane i livelli di cuneo fiscale sul reddito sono ora vicini alla media dell’UE Figura 1.41. La spesa per le politiche attive del mercato del lavoro è aumentata, tuttavia l’alto livello di disoccupazione e il deficit di competenze richiedono uno sforzo maggiore Figura 1.42. Le aziende non erogano ai propri dipendenti una formazione digitale adeguata Figura 1.43. La composizione della fiscalità italiana dipende in scarsa misura dall’IVA e in misura maggiore dai contributi previdenziali, rispetto ad altri Paesi dell’OCSE Figura 1.44. I massimali delle imposte di successione in Italia sono bassi rispetto agli altri Paesi dell’OCSE e ai lasciti medi Figura 1.45. Le aliquote marginali effettive sui beni Figura 2.1. La percezione dell’efficacia del settore pubblico è inferiore rispetto agli altri Paesi dell’OCSE Figura 2.2. I costi sostenuti dall’Italia per le pensioni e per il servizio del debito sono più elevati rispetto alla maggior parte dei Paesi dell’OCSE, mentre la spesa destinata a promuovere la crescita rimane bassa Figura 2.3. I risultati della spesa pubblica italiana sono in ritardo in alcuni settori, come lo sviluppo di competenze e la riduzione del tasso di povertà di minori e famiglie Figura 2.4. L’Italia ha sviluppato un’ampia gamma di indicatori di rendimento che incidono tuttavia in misura marginale sull’attribuzione dei fondi ai beni e ai servizi pubblici Figura 2.5. L’Italia ha notevolmente migliorato la strutturazione delle normative, ma disciplina ancora duramente alcuni settori Figura 2.6. La forza lavoro del settore pubblico in Italia è tra le più ridotte di tutti i Paesi dell’OCSE Figura 2.7. L’invecchiamento della forza lavoro pubblica in Italia determinerà presto una perdita di esperienza e un’opportunità di rinnovamento Figure 2.8. La struttura retributiva del servizio pubblico presenta dei limiti: i dipendenti con scarse competenze e quelli di grado elevato percepiscono salari relativamente elevati Figura 2.9. I comuni di piccole dimensioni dispongono di capacità di appalto inferiori e ricorrono più spesso agli acquisti diretti Figura 2.10. L’Italia ha compiuto notevoli progressi nella trasformazione dei servizi pubblici mediante le tecnologie e i dati digitali, ma la diffusione di tali strumenti rimane lenta Figura 2.11. Gli enti locali che si digitalizzano sono più efficaci, ma la maggior parte di essi passa al digitale solo se obbligata Figure 2.13. L’Italia presenta un moderato livello di decentramento e i governi subnazionali svolgono un ruolo importante nella realizzazione degli investimenti pubblici Figura 2.15. La maggior parte dei 7 900 comuni italiani è di piccole dimensioni Figura 2.16. I comuni più grandi realizzano una quota inferiore dei loro progetti di investimento pubblico Figura 2.17. Le partecipate pubbliche svolgono un ruolo importante in Italia e la loro governance può essere migliorata Figura 2.18. La maggior parte delle partecipate pubbliche è detenuta da amministrazioni locali e molte contano pochi dipendenti Riquadri Riquadro 1.1. Le principali risposte di politica fiscale dell’Italia per attutire l’impatto della crisi innescata dalla pandemia da COVID-19 Riquadro 1.2. Rafforzamento delle banche e del mercato dei crediti deteriorati: l’esperienza italiana Riquadro 1.3. Le priorità di spesa del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Riquadro 1.4. Priorità delle riforme strutturali nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Riquadro 1.5. L’impatto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e di ulteriori riforme strutturali sulla sostenibilità della crescita e delle politiche fiscali Riquadro 1.6. Sviluppo dei canali di finanziamento non bancari Riquadro 1.7. Agevolazioni fiscali per il capitale d’impresa (ACE): l’esperienza italiana Riquadro 1.8. L’esperienza dei Paesi dell’OCSE che si sono avvalsi di comitati finalizzati al monitoraggio della produttività per promuovere le riforme del settore pubblico Riquadro 2.1. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si concentra sul rafforzamento dell’efficacia del settore pubblico Riquadro 2.2. Esempi di strategie di successo adottate da taluni Paesi dell’OCSE per attuare riforme del settore pubblico Riquadro 2.3. Il processo di bilancio dell’amministrazione centrale italiana Riquadro 2.4. Pianificare il bilancio per il rendimento: esperienze dei Paesi relative all’integrazione degli indicatori di rendimento nelle decisioni di bilancio Riquadro 2.5. Integrare il benessere nel processo decisionale relativo al bilancio: l’esempio della Nuova Zelanda Riquadro 2.6. Sostenere i governi subnazionali nell’analisi della spesa: l’esempio dell’Autorità indipendente spagnola per la responsabilità di bilancio (AIReF) Riquadro 2.7. Riformare le pratiche delle agenzie di regolamentazione per sostenere l’adempimento degli obblighi in Francia, Lituania e Regno Unito Riquadro 2.8. “Linguaggio chiaro” per una comunicazione più comprensibile e una regolamentazione migliore: le esperienze di Italia, Portogallo e Svezia Riquadro 2.9. Aumentare la flessibilità delle retribuzioni attraverso un sistema retributivo decentrato Riquadro 2.10. Un settore pubblico digitalizzato può contribuire a promuovere una digitalizzazione più diffusa Riquadro 2.11. Rafforzare l’organico e la digitalizzazione per attuare politiche attive del mercato del lavoro più efficaci Riquadro 2.12. Una migliore collaborazione tra i diversi livelli di governo per attuare politiche attive del mercato del lavoro Riquadro 2.13. Misure volte a migliorare l’offerta di educazione e cura della prima infanzia nelle località in ritardo di sviluppo
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