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L'evidenza di Dio nella filosofia del secolo XIII (Utrum Deum esse sit per se notum)

Book information

Publisher
CEDAM
Year
1958
Language
italian
Format
PDF
Filesize
9 MB (9711378 bytes)
Series
Il pensiero medioevale
Pages
159\162
Time added
2020-08-03 09:51:15

Description

Utrum Deum esse sit per se notum: se Dio debba essere per sé evidente. Per sé evidente significa: insito nel significato stesso di certi termini (come ad es. nell'argomento ontologico), a prescindere che lo capiamo immediatamente (quoad nos) o abbiamo bisogno dei passaggi intermedi di un'ulteriore delucidazione (quoad se). Diversamente, Dio è un contenuto che ha bisogno di prove perché non è già implicito in certi termini. Alcuni come Alberto Magno, Gualtiero di Bruges, Egidio Romano, Nicola Occam e Agostino Trionfo rispondono affermativamente: Dio è per sè noto; altri invece come S. Tommaso, Enrico di Gand, Ric­cardo di Mediavilla e Guglielmo de la Mare, rispondono negativamente: Dio non è per sè noto; altri invece come P. G. Olivi, Pietro de Trabibus, Guglielmo di Ware e G. Duns Scoto seguono una via di mezzo, e rispondono i primi due esplicitamente e gli altri due implicitamente che Dio è soltanto in qualche modo a noi per sé noto. Il presente lavoro è diviso in due parti. La prima, con carattere piuttosto espositivo, comprende tre ca­pitoli: I - Affermazione: Dio è per sé noto. II - Negazione: Dio non è per sè noto. III - Posizione media: Dio è in qualche modo per sè noto. La seconda comprende due capitoli: I - Il dubbio del sapiente circa l’esistenza di Dio. II - La relazione tra fede e ragione circa l’esistenza di Dio. Blank Page

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