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L'occidente senza imperatori. Vicende politiche e costituzionali nell'ultimo secolo dell'Impero Romano d'Occidente 455-565 d.C.

Book information

Publisher
L'ERMA di BRETSCHNEIDER
Year
2012
ISBN
8882657418, 9788882657413
Language
italian
Format
PDF
Filesize
5 MB (5520389 bytes)
Series
Fra Oriente e Occidente, 1
Pages
184\193
Time added
2024-12-02 12:25:05

Description

Nel 476 d.C. lo sciro Odoacre destituisce il piccolo e insignificante Romolo Augustolo. Dapprima Odoacre e subito dopo Teoderico paiono affermarsi come i sovrani germanici di nuovi regna sorti sulle ceneri dell'Impero. Secondo una plurisecolare tradizione storiografica quelle vicende rappresentano la caduta rovinosa dell'impero romano d'Occidente e l'ingresso dell'Italia nel Medioevo e in un'Europa d'impronta germanica.Su tanta certezza però grava una densa nuvola: perché nessun contemporaneo attribuì quel significato traumatico alla destituzione dell'ultimo imperatore romano d'Occidente? Perché non è rimasta traccia della caduta del più potente e longevo impero dell'antichità, tanto da costringere Arnaldo Momigliano a parlare di una caduta `senza rumore'? Con questo libro, attraverso l'analisi di tutta la documentazione scampata all'oblio dei secoli, emerge un quadro assai diverso, che obbliga a una seria rimeditazione della tradizionale vulgata storiografica. L'impero romano non cadde né con Odoacre, né con Teoderico: entrambi i leader germanici agirono come funzionari imperiali (magistri militum praesentales) in nome e per conto dell'unico imperatore romano in carica, residente a Costantinopoli. L'Occidente e Roma continuavano la loro esistenza come periferia del potere politico imperiale. Eppure Teoderico aprì una straordinaria stagione di governo con forme costituzionali inedite nel segno del recupero dei fasti della romanità e della sua civilitas. Soltanto dal 565, dopo l'effimero, per quanto grandioso, tentativo di rifondazione dell'impero da parte di Giustiniano, e a seguito dell'invasione longobarda, nella pars Occidentis cessò ogni alito vitale.Quella caduta senza rumore' trova così una più coerente spiegazione alternativa, che svela come alla radice di un canone storiografico ormai logoro resistano ancora formidabili ragioni ideologiche, politiche e religiose stratificatesi in Europa tra Settecento e Ottocento.

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