ITALIAN

Il tè del cappellaio matto

Book information

Publisher
Mondadori
Year
1972
ISBN
8804099402, 9788804099406
Language
italian
Format
PDF
Filesize
5 MB (5286220 bytes)
Series
Saggi e testi
Pages
386\370
Topic
Literature
DPI
600
Orientation
portrait
Paginated
yes
Scanned
yes
Time added
2014-07-24 18:23:51

Description

Ogni persona, che nell’infanzia abbia avuto qualche propensione per le letture fanta­ stiche, conosce la scena davanti a cui si svolge questo libro. Siamo vicini alla casa della Lepre di Marzo. Sotto un albero, il Cappellaio matto, la Le­ pre e il Ghiro stanno seduti nell’angolo di un tavolo lunghissimo, sopra il quale si am­ mucchiano confusamente teiere, lattiere, pani di burro, qualche torta di frutta pre­ parata dalla Regina di Cuori; e un numero infinito di tazze, che attendono non sappia­ mo quali invitati. In questo luogo, il tempo si è fermato. Mentre altrove continuano a inseguirsi i giorni e le notti, le primavere e gli inverni, davanti alla casa della Lepre di Marzo sono sempre le sei del pomeriggio: il tè è eternamente caldo nelle tazze, il bur­ ro, le torte e le marmellate sono freschis­ simi, come se qualcuno li avesse appena posati sulla tavola. Ubbidendo a chissà quale richiamo, giunge da ogni parte del mondo e da tutte le epoche della storia una moltitudine di avvenimenti e di persone, che occupa la scena di questo libro. Qui tornano a cadere le città e gli im­ peri del mondo: la ricca Micene, lampeg­ giante d’oro, di bronzo e d’avorio, cede an­ cora una volta all’assalto di misteriose orde armate di ferro; e Città del Messico mostra per un istante lo spettacolo delle sue strade, dei suoi porti, dei suoi acquedotti, dei suoi templi, delle sue fortezze, il lago formico­ lante di canoe e il mercato pieno di ogni merce d’America. Tutti i posti della lunga tavola sono occupati da una folla di gravi e amabili spettri: San Girolamo tenta di tra­ durre ogni sfumatura dell’incomprensibile parola di Dio, Campanella fantastica intor­ no alle macchie della Luna, al candore della Galassia e agli abitanti delle stelle: Baudelaire sembra ancora il giovane, dalle labbra im­ pudenti e dalla capigliatura raffaellesca, che attraversava come un principe in incognito il turbine di Parigi: Tolstoj contempla affasci­ nato e angosciato « il gioco delle luci, il comico, il tragico, il commovente e il bello della vita »: Nietzsche è appena giunto dai suoi viaggi, dalle sue misere camere d’alber­ go, dagli abissi desolati dove abita la Verità e l’Enigma: Conrad insegue gli ultimi, de­ boli bagliori di luce, che non si lasciano travolgere dalla marea taciturna della tene­ bra: il giovane Proust, « con gli occhi allun­ gati e bianchi come una mandorla fresca », discorre con la madre: Gadda confessa il « male oscuro » della propria anima: Kava- fis gioca col tempo e si addentra, pieno di desiderio, nel regno del passato, al quale strappa qualche delicata lapide d’aria: Fitz- gerald gioca ansiosamente con le ferite del proprio cuore: Borges con l’eternità, le spa­ de, i labirinti, i libri, gli specchi, le bibliote­ che, i cataloghi... Tra questi invitati, che in vita non si conobbero o si lessero a distanza di secoli, corrono adesso relazioni insospetta­ te. Le loro parole si rispecchiano l’una nel­ l’altra; e, alla fine, tutte le voci echeggiano come una voce sola, tutti i libri paiono scritti da un’unica mano che cela indefinita­ mente se stessa. Chi ha convocato questa folla molteplice? Chi tenta di raccogliere le immagini dei ro­ manzieri e dei poeti? Dietro un albero o se­ duto a un angolo della lunga tavola, il pa­ drone di casa - l’apparente autore di que­ sto libro - si nasconde: ora contraffà le paro­ le di un grande vicino, ora si dissimula tra i minori e i minimi, ora indossa le vesti della Tragedia o della Commedia: ora svanisce lentamente nell’aria, come il sorriso senza corpo e senza volto del gatto del Cheshire.

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