ITALIAN

Pier Paolo Pasolini. Il cinema in corpo. Atti impuri di un eretico

Book information

Publisher
Croce Libreria
Year
2001
ISBN
8887323429, 9788887323429
Language
italian
Format
PDF
Filesize
20 MB (21368978 bytes)
Series
Off-side
Pages
420\400
Time added
2018-07-15 12:28:21

Description

Tanto più le previsioni o profezie di Pasolini ci riguardano, avverandosi oltre ogni sua immaginazione, tanto più la cultura italiana sembra dimenticarsene. Anche Pasolini è diventato un argomento di studi universitari, oggetto di tesi inerti e talora di pretestuosi dibattiti, del tutto secondari rispetto al suo dire e al suo fare. Accade per lui come per tutti i più lucidi analisti del nostro secolo e del nostro paese, per i più grandi dei nostri poeti e scrittori e pensatori: l’interesse per loro si risveglia soltanto se ci sono occasioni “ghiotte” cioè pettegole, che suscitano la curiosità perversa di giornalisti e “addetti ai lavori”, della cosidetta comunicazione di massa. Al quadro tracciato da Pasolini nei suoi ultimi anni di vita, più pessimisticamente di altri perchè più coscientemente di altri di una coscienza vissuta non solo nel cuore e nella mente, almeno un dato bisognerebbe però aggiungere, che egli non aveva previsto: quella della fusione, della confusione e collusione tra cultura e politica, tra intellettuali e potere, che ha celebrato il suo trionfo proprio in quest'ultimo decennio del secolo grazie al “successo” di una sinistra che ha perso strada facendo sua ogni diversità. Rileggere e rivedere Pasolini è dunque un’operazione che acquista senso soltanto se si riparte da Pasolini, e cioè dalle istanze irrequietudini ribellioni suscitate in lui dalla constatazione del disastro; se riparte da altrettanto sdegno nei confronti dello “stato delle cose”; se sa considerare uno stesso senso di sconfitta e di morte il suo amore per un'umanità offesa, degradata dal potere con gli strumenti della pubblicità e del consumo e fatta complice dal potere, acquisita agli ingranaggi del potere in una crescente complicità. Pasolini aveva ragione, aveva più che ragione, e ha ragione oggi come non mai.

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