L'amichettismo
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L’amichettismo ha lo spessore culturale e politico di un’emoticon accompagnato da un cuoricino, come fosse un sospiro. L’amichettismo racconta un insieme chiuso di relazioni. Per lo più interessate. Un progetto d’ambizione decisamente professionale, l’affetto appare secondario. Così aderisce alle ragioni e alla prassi del liberismo, sebbene dichiari di collocare ... Il pensiero del singolo, dell’individuo, della persona stessa si ritrova così sostanzialmente negato, cancellato; assente è ogni vera libertà, la stessa fantasia, così nel suo recinto; in definitiva siamo nel dominio del conformismo. Ogni dialettica e giudizio propri cancellati, in nome di una ricattatoria complicità persistente di tipo tardo-adolescenziale. L’amichettismo non custodisce autentiche parole, preferisce il silenzio delle persone fintamente profonde, personcine. Un patto tra presunti simili: complicità, sottintesi, atti di fede ancora presuntamente “civili”. “Amore, giuro…”, a seguire l’ennesimo “smile”; ciglia accostate, labbra socchiuse che pronunciano promesse di eterno amore addirittura “militante”. La lingua dell’amichettismo racconta quindi un educandato ricattatorio, escludendo ogni altra presenza ritenuta disturbante. L’Altro, il mondo distante dal suo perimetro, prato di “belle intenzioni”, percepito come sospetto, nemico, “straniero”. Nelle “comitive” rionali del tempo analogico, quando le cabine telefoniche era presenti ancora nel paesaggio cittadino, esisteva, sì, un dovere di non meno ricattatoria candida complicità, primitiva solidarietà da “muretto”, “baretto”, “piazzetta”... L’amichettismo per definizione pretende invece un’adesione perenne, illimitata, quasi “ideologica”, propria di un ricatto politico sentimentale, una dimensione pervasiva, quasi claustrale, soffocante, un patto di potere eterno. “Tu stai con noi, tu sei noi, gli altri solo brutta gente…” Nuove emoticon: ancora cuori, cuoricini, faccine che stringono a loro volta l’ennesimo sospiro e sorrisino ipocrita, un altro piccino cuore ancora. Un patto prossimo al giuramento di sangue mafioso, meglio ancora: massoneria d’autore in Birkenstock. Ogni altra parola, segno, distinguo, gesto, nulla di tutto ciò è ammesso, compreso, accettato in presenza dell’attitudine amichettistica. La libertà personale infine muore, si annulla, addirittura risulta imperdonabile. Il prezzo da pagare per sen... *** L’amichettismo, si sappia ancora, ha la pretesa sovrana di mostrare il Lato A del Bene. Nel Lato B vive l’Altro, l’estraneo, l’escluso, l’individuo sospetto. Marchiato sovente come “rosicone”, lessico plebeo, tuttavia utilizzato anche dai “laureati”, ... Si tratta di una propensione che nulla ha di veramente adulto, un qualcosa che cancella la “virilità”, manifestando semmai una vera e pervicace femminilizzazione del consenso all’interno, si è già detto, di un insieme umano ristretto e definito, i... Immaginate WhatsApp cinto dal reticolato virtuale dell’ennesima richiesta di complicità presunta letteraria, politica. L’amichettismo, tendenzialmente, per sua natura, si è imposto in un contesto subculturale che per semplicità definiremo “di sinistra”, nella convinzione manichea, quasi carceraria, che l’altrove sia da guardare, appunto, con sospetto. In nome di ... Le figure del mercante in fiera amichettistico negano infine ogni autentico scambio di opinioni, idee, pensieri, note, chiose, messaggi, riflessioni, obiezioni, impegnate come sono nel frattempo a montare di guardia alla trousse delle loro ragioni... L’intelligenza, il pensiero critico, il liberatorio narcisismo individuale, personale, intimo, si ritrovano negati sotto un macigno in definitiva cattolico o, magari, catto-comunista supportato da un improbabile pronunciamento femminista, carta da... L’amichettismo, letterariamente parlando, assomiglia al tombolo da ricamo, all’imparaticcio a punto croce, cagnetti e alberelli, fiocchi di neve e stelline, evocando ancora strazianti, edificanti sospiri e ditalini, e tuttavia, ripeto, non c’è nul... Piuttosto petting presuntamente intellettuale proprio di un’adolescenza estenuata ed estenuante: il possesso, l’atto di fede e appartenenza elevati all’ennesima potenza. Il fucsia è il suo proprio colore simbolico, allegorico, lo stesso “package” di una confezione di candelette o lavande vaginali. Offerte anche all’amichetto maschio. Così nella convinzione della purezza, nell’incapacità di riconoscere il dissimile, nell’impossibilità di presentarsi al mondo, appunto, muovendo, ripeto, dal proprio sentire individuale. L’amichettismo, si sappia, è una prerogativa, un’esclusiva di una Sinistra che si potrebbe opportunamente definire “con prenotazione obbligatoria”. Diverso è a Destra, cioè tra “fascisti”, coloro che invidiano il ventennio nero in orbace a nonni e genitori, lì tutto ciò prende invece le forme dell’atto di fede, rito del “Presente!”, dell’accensione delle lucerna dei Martiri, della Giornata de... I guardiani, le guardiane, i portinai, le portinaie, le vigilesse, le custodi, le secondine, i secondini, le badesse, i badessi, le arpie, gli arpii dell’amichettismo giungono storicamente da una subcultura politica che per convenzione definiremo ... L’amichettismo produce perfino una forma edipica riferibile alla sua stessa esistenza. Tutto ciò possibilmente in funzione di un obiettivo d’ambizione professionale - “carriera”, direbbero i già menzionati semplici - sovente letterario, spettacolare, mediatico, giornalistico, festivaliero indicato tuttavia come “etico”; in verità si... Non c’è mai vero scambio di informazioni profonde nel contesto, nell’insieme, nel tinello, nell’angolo-cottura e nell’angolo-bagno degli amichetti e delle amichette. Perfino l’idea di “sorellanza” mostra qualcosa di claustrale nella realtà quotidi... Non casualmente accade a Roma, all’ombra del locale di Angelini, dove secondo la clientela, decisamente amichevole, di più, formata da amichetti, c’è modo di apprezzare “il miglior sushi della città”. Piazzale del Verano, tra l’omonimo cimitero monumentale e l’obitorio di via De Lollis, dove venne ricomposta, fra molte altre, nella sua lunga storia, la salma di Pier Paolo Pasolini. Si sappia ancora che nel portico della Basilica di San Lorenzo fuori le mura si trova la tomba di Alcide De Gasperi, paradossi della storia. Oh, coltello da sushi che sei nei cieli. Michele Serra, nella sua “Amaca", ha prontamente, amichettisticamente, fatto notare che ogni gogna social, ergo mediatica, è inaccettabile, rispetto alle responsabilità ammessa dallo stesso protagonista, dunque la multa che gli è stata notificata... Mai l’amichettismo mostra in sé spessore dialettico, anzi, sempre muove dalla difesa apodittica, indiscutibile, dell'altro, ossia dell'amichetto: “Ma tu lo sai che Bob è cosa mia?!” Dimenticavo, subito dopo l’ennesimo accaduto sulle pagine social di Angelini fioriscono, zampillano, i sempre nuovi cuoricini del conforto amicale da parte di “vip”, veri amici: Emma, Jovanotti, Max Gazzé, Elodie. Tutti pronti a innalzare lo stend... L’amichettismo è propensione subculturale nella quale Roma città ministeriale di set e talk brilla in tutta la sua evidenza servile. E la ragazza, la fattorina, la rider? Di lei non abbiamo né nome né volto, ancora meno contezza dei suoi sogni e bisogni, forse che la fattorina, la “cascarina”, come già il non ancora celebre pittore Mario Schifano presso la pasticceria “Valzani” ... Le immagini all’apparenza secondarie in questo racconto hanno valore significante: le figurine “Panini” che “l’Unità” di Veltroni, infine condannata al trapasso dai suoi stessi padroni storici, offriva a un improbabile pubblico finalmente “maggiori... Tempo addietro, non sembri un dettaglio insignificante, mi sono trovato a passare davanti a ciò che resta del cinema “Embassy”, quartiere Parioli, Roma. Il locale, sprangato ormai da tempo, racconta adesso l’abbandono e l’incuria. La sala, ricordo... In attesa dell’apologia di “Occhi di gatto” che sarebbe in seguito giunta con Elly Schlein. Il ceto intellettuale, con subalternità mentale da agit-prop comunista o post, si è subito posto lì, docile e interessato, in attesa di prebende, a lavorare alla costruzione di tale consenso, addirittura in nome di un’etica superiore, supportato i... Il “governismo” è l’opposto della dialettica, discende da un’idea statuale che nega la critica dell’esistente, pretendendo semmai adesione all’esistente stesso, nella convinzione che in nome del controllo delle opinioni si possa salvare il mondo. ... Nelle attuali stagioni, sempre muovendo dalla nozione di continuità “edificante”, in presenza del tonfo elettorale della sinistra, il ceto intellettuale, appunto doverosamente, accoratamente “governista”, ha assunto la medesima postura del già men... A supporto le articolesse edificanti di Concita De Gregorio e il salotto “con prenotazione obbligatoria” di Radiotre. Nessun gesto di discontinuità, semmai in molti lì pronti ad accreditare in silenzio la continuità, raffreddando la possibilità che i gruppi dirigenti si facciano da parte come le circostanze e l'abisso elettorale, pretenderebbero. Nell’amichettismo resta dunque, come stellina polare, l’identificazione con i referenti cui si deve la cooptazione. Mille e ancora mille emoji a cuoricino anche per loro. Chi dovesse obiettare che tutto ciò è discutibile si sentirà accusato di vi... Intendiamoci, il governismo del ceto intellettuale, dei garantiti dall’amichettismo, è non meno supportato da un pubblico adorante, acefalo, a sua volta lì a fare propria l’ossessione, la coperta di Linus-Walter, il beauty-case del governismo. Si conferma così l’attitudine da “pifferi” denunciata un tempo da Elio Vittorini. Essere “pifferi” orgogliosamente in nome delle rendite di posizione, nella certezza che trasforma la politica stessa e il dibattito delle idee nei “magheggi” che altrove, simmetricamente, accompagnano, metti, il Premio Strega, puntualmente assegna... Le emoticon stanno all’amichettismo come la croce sta al cristianesimo, la svastica al nazismo, la falce e martello al socialismo, la A cerchiata all’anarchismo, il logo “Gucci” alle signore dei Parioli in Smart. Così annienteranno la letteratura, il ... E ancora il pensiero, la dialettica, la filosofia stessa. Se fosse possibile estendere al linguaggio e ai suoi significanti social la legge che impedisce la ricostituzione d’ogni partito di ispirazione fascista, le emoticon andrebbero vietate; per... Le emoticon, gli emoji, infatti, cominciando dalla faccina che sussurra un cuoricino e sue infinite varianti, da tempo rappresentano una risposta a qualsiasi messaggio, affermazione, meglio se irrilevante, di tipo umanamente, sinceramente amicale. Che ne esistano disponibili anche molte altre in apparenza iconicamente più dialettiche, pronte per l’uso lì nella tastiera, nel borsello, nella trousse dei cellulari, (si pensi alla faccina che vomita verde bile) nulla toglie alla necessità, sia ... Le emoticon rappresentano il caposaldo di una prassi, un’ideologia portatile, presunta vicinanza sottobraccio, che in tutta evidenza è definibile a sua volta, si sappia ora e sempre, amichettismo. Un fenomeno che, se riferito all’ambito letterario, governa ormai il presente romanzesco femminilizzato; treccine e forcine, collettini e occhialini della presunzione intellettuale, volti che appaiono come parodie glamour dell’altrove immensa Simo... In questo modo ogni affermazione, ogni post, “messaggino” si fa subito “romanzo”, a maggior ragione se brillante di inenarrabili banalità, trovando una sequenza indistinta di emoticon di plauso; incoraggiamento a persistere nel nulla. Il patto di ... L’amichettismo di cui l’emoticon è bandiera, metafora, logo, brand immediati e assoluti, lo ribadiamo, è il fenomeno letterario prevalente del decennio attuale: narrazioni costruite su prevedibili e stentate autobiografie, destinate a produrre il g... Ne conseguono mozziconi di frasi che mostrano il plusvalore di una ulteriore complicità, patto di sangue su barattoli di Nutella veltroniana: “… dai, anche a me esattamente così, hai descritto alla perfezione quello che sentivo!” Segue nuovo emoti... L’emoticon è segno di complicità, di adesione incondizionata al nulla, sospende ogni pensiero critico, lo tramuta in “pensierino”, ancor peggio nel caso in cui la faccina dovesse mostrare una lacrima o piuttosto la mano sul gomito a indicare perpl... L’emoticon nega i conflitti, perfino quando mostra un minuscolo teschio o la pozione di veleno, non conserva memoria della storia pregressa, della diacronia, racconta un qui-e-ora insignificante, un qualcosa su cui neppure il signore della semiolo... Per paradosso, appare più pertinente la gaffe dell’ex presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che, commemorando il poeta in occasione del centenario della nascita a Palazzo Madama, lo evocava “Gian Paolo”. Ancora in tema di garbate mistificazioni, tornano le parole di Marco Pannella. Il leader radicale rilevava che i comunisti al tempo di Berlinguer, Natta e Cossutta, per moralismo e ipocrisia, ritenendo indicibile una “morte da “frocio” (sic), avev... Accostare Pasolini a Lady Oscar con sguardo da turismo letterario giovanile corrisponde ancora una volta a omettere la sostanza della sua praxis omosessuale, sebbene lo scrittore l’abbia esplicitata nel suo portato masochistico, nero su bianco. Oc... Moralismo edificante della sinistra giovanile perbene sostituisce i boccoli dorati dell’eroina manga ai brufoli e al ghigno di Pino Pelosi e d’ogni altra “marchetta” che accompagna il quotidiano erotico dello scrittore fino alla sua morte all’Idro... Un bel libro di Andrea Pini, pubblicato dal Saggiatore, “Quando eravamo froci, gli omosessuali nell’Italia della dolce vita”, raccoglie, fra l’altro, testimonianze dirette sull’omosessuale Pasolini, lì definito in tutta la sua attitudine fortement... Fuori da ogni post-verità, si tratta semplicemente di liberare Pasolini da una lettura che impropriamente ne trascende la sostanza, anche la più drammatica e "oscena"; impronunciabile. Anche il “corpo” citato da Chiara Valerio evocando Simone Wei... Così come Berlinguer è ormai reificato in Padre Pio di una sinistra svanita, Pasolini appare non meno feticcio glamour caravaggesco, spolpato d’ogni rabbia politica; della sua critica alla società più nulla resta, sullo sfondo intanto ballano, in ...
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