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Il radicamento dei culti tradizionali in Italia fra tarda antichità e Alto Medioevo. Fonti letterarie e testimonianze archeologiche

Book information

Publisher
L'ERMA di BRETSCHNEIDER
Year
2012
ISBN
8882657264, 9788882657260
Language
italian
Format
PDF
Filesize
5 MB (5328689 bytes)
Series
Problemi e Ricerche di Storia Antica, 27
Pages
160\159
Time added
2024-12-02 12:07:12

Description

Questa ricerca si propone di verificare la communis opinio, secondo cui già alla fine del IV secolo - come inducono a ritenere le parole di alcuni scrittori cristiani, nonché talune delle costituzioni imperiali coeve contro i culti tradizionali - il cristianesimo avrebbe assunto un ruolo talmente dominante da marginalizzare ogni forma di culto per le divinità tradizionali.È evidente, tuttavia, che tale rappresentazione della realtà risentiva fortemente dello spirito di parte, proprio degli autori cristiani: scarsa attenzione veniva riservata, infatti, ai "vinti", cioè a coloro - ancora numerosi, sia nelle città, che nelle campagne - che si identificavano nella religione tradizionale. In una tradizione monopolizzata dai "vincitori", si è potuta accreditare la tesi secondo la quale i culti "pagani" sarebbero sopravvissuti, per qualche tempo e in ambiti circoscritti, come quello dell'aristocrazia senatoria di Roma, ma soprattutto tra i rustici, cioè nelle zone rurali, come mero fenomeno residuale.Lo sviluppo degli studi sul cristianesimo, concepiti in una prospettiva più ampia, che è quella della Tarda Antichità, l'incremento quantitativo delle testimonianze archeologiche e prosopografiche, come pure il superamento della contrapposizione astratta fra "paganesimo" e cristianesimo, consentono oggi di riesaminare temi, come quello del radicamento dei culti tradizionali, con un approccio più disponibile a coglierne le peculiarità, le contraddizioni e le aporie.Dopo aver delineato, in una prima parte, le linee guida della politica imperiale relativa ai culti e ai templi nell'età da Costantino a Teodorico, si è concentrata l'attenzione sulla sopravvivenza dei culti tradizionali in età tardoantica, per poi rivolgerla all'età di Gregorio Magno. Si è focalizzato quindi lo sguardo sulle persistenze dei culti tradizionali presso i Longobardi, per esaminare infine significativi aspetti di permanenza fino all'VIII secolo.L'intento dell'Autore, tuttavia, non è stato quello di misurare la durata delle persistenze, per spostare più o meno in avanti i segni di vita del "paganesimo", ma quello di riflettere sulla profondità del radicamento di un patrimonio di tradizioni cultuali, che dovettero essere assimilate, non potendo essere cancellate.

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